<<Piero Bianucci>>
Un ragazzino gioca sulle rive del Sangone, torrente che finisce nel Po alle porte di Torino. Si chiama Michele. E 19 nell 19età che fa vedere un boschetto di gaggie come la Malesia di Sandokan. Con tre compagni, Michele esplora piccole grotte, costruisce una zattera e capanne di legno e frasche. L ultima capanna coincide con la prima ragazza.
In quella giungla domestica, un episodio gli lascia una traccia indelebile.
Una serpe stava per morderlo. Un ramarro lo salva attaccandola.
La serpe fugge, ma il ramarro rimane paralizzato.
Invano Michele lo cura e lo nutre: dopo qualche
giorno muore.
Una adolescenza magica e normale, come tante. Preludio a una vita normale ma sempre ispirata alla solidarietà: volontario sulle ambulanze, servizio militare negli alpini, impegno politico nell 19amministrazione di una
cittadina, il lavoro, la famiglia, lo svago su una barca di vetroresina.
Michele ripenserà al ramarro a quarant 19anni quando scoprirà di avere una malattia che lentamente porta alla paralisi totale: la sclerosi amiotrofica laterale. In sigla, SLA.
Dopo l 19incredulità, il rifiuto, la disperazione, Michele sceglie di battersi per la sopravvivenza, anche a prezzo altissimo. La sua, come altre storie di SLA raccolte nel libro, è la storia di una scoperta esistenziale. Conosciamo
davvero le cose importanti della vita solo attraverso il loro contrario. La salute passando per la malattia. La felicità attraversando il dolore.


Piero Bianucci.


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